8 GIUGNO 2017 TEATRO BRANCACCINO

 

8 giugno 2017 h.21:00

 

VIOLA NON E' IL MIO NOME


(Teatro, Danza, Musica)
Spettacolo-denuncia sulla violenza nei confronti delle donne

Dal libro di Alberto Bottacchiari -
Adattamento scenico di Sergio Iovane e Cinzia Scaglione

 

“Viola non è il mio nome” nasce da un adattamento teatrale dell’omonimo libro di Alberto Bottacchiari, che per un periodo della sua vita ha ricevuto le confidenze di donne oggetto di violenze. Da qui la sua esigenza di denunciare con un saggio questi soprusi. Lo spettacolo parla di violenza sulle donne in generale per poi porre l'attenzione sullo stupro.

 

La messa in scena si snoda tra preganti proiezioni di foto, frasi, video, letture, interpretazioni recitative e danzanti, partendo da una trattazione storico-didascalica, per arrivare porre l'attenzione sulla condizione della donna in altre nazioni.

 

Coreografie graffianti e intense e poesie particolarmente toccanti, valorizzate da musica, suoni e voce, sono elementi catalizzatori dell'attenzione del pubblico e di un inevitabile coinvolgimento emotivo. Ma, vi è anche un momento brillante, volutamente inserito nell'ambito di questo “happening” e rappresentato dall’interpretazione di un brano ironico e dissacrante. Un modo alternativo per far riflettere gli spettatori sull'argomento, ovvero attraverso un'analisi più leggera, ma non meno amara. L’essenza dello spettacolo si materializza in un toccante monologo dell’attrice protagonista, che interpreta una donna vittima di violenza sessuale. Ma, il mood particolarmente drammatico della piece si trasforma in un messaggio di speranza, con un finale simbolico e ad impatto emotivo. Canzoni e musica sono eseguite dal vivo, per accrescere ulteriormente l'atmosfera emotiva dell'happening, unitamente all'uso sapiente delle luci di scena.

 

“E' solo mediante un'azione informativa e di sensibilizzazione in ambito sociale, che è possibile far breccia sulle coscienze - sottolinea la protagonista Cinzia Scaglione (che ne cura anche la regia) - un'attività di prevenzione che vada ad incidere sul tessuto culturale, portando gli uomini ad una nuova consapevolezza dell'essere donna e le donne a smettere di essere spettatrici della propria vita”.

 

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